125063f1Si tratta di una preghiera semplice rivolta ai nuovi fratelli della Comunità, un gesto fraterno di benedizione, come fece Gesù quando, prima di mandare i discepoli a predicare nel mondo, pregava su di loro (Marco 16,18).L'Effusione dello Spirito non è un Sacramento e, per questo, il Cardinale Malula scrive: l'Effusione dello Spirito non è un nuovo battesimo, né una nuova cresima, ma è piuttosto un invito a prendere maggior consapevolezza della presenza dello Spirito in noi e a vivere di conseguenza.

L'Effusione dello Spirito Santo viene generalmente vissuta come un'esperienza religiosa di particolare intensità, come una vera e propria conversione. Si comincia a leggere con amore la Bibbia ed essa assume un significato tutto nuovo; si comincia ad amare la Chiesa e la sua gerarchia; la pratica dei Sacramenti viene rinnovata e intensificata; si cominciano a comprendere dall'interno certi eventi narrati dagli Atti degli Apostoli o i carismi descritti da Paolo nei capitoli 12 e 14 della Prima Lettera ai Corinzi. Si rileggono questi testi con uno sguardo nuovo, come illuminati da una nuova luce. E' difficile e delicato parlarne in poche righe a chi non ha vissuto questa esperienza. Va ricordato inoltre che questa esperienza fa parte di un lungo e lento cammino.

Ricorrono alcune immagini per comprendere un po' il significato di questa Effusione dello Spirito e la situazione spirituale che la precede: ad esempio, per alcuni è come il seme della Parola di Dio che è in loro ma, soffocato tra i sassi, non può germogliare.

In altri ancora, il seme è germogliato, ma è stato invaso dalle erbacce e porta pochi frutti: sono i cristiani per tradizione o per pura adesione intellettuale, cristiani tiepidi che hanno perduto il senso dell'amore e anche del peccato.

Per gli uni come per gli altri, l'Effusione dello Spirito segna l'inizio di un impegno cristiano nuovo, di una vita nuova nello Spirito. E' come la liberazione di una forza potente e serena che dormiva dentro di loro. E' un senso nuovo della presenza di Dio che risplende, nella pace, fino oltre i confini della coscienza e dell'intelligenza.

E' una grazia che viene a sbloccare la sorgente d'acqua viva di cui parlava Gesù quando annunziava a gran voce: Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Questo Egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui (Giovanni 7,37-39).

Non bisogna considerare l'Effusione dello Spirito come un evento unico e istantaneo, quasi a effetto magico; essa è invece un momento privilegiato, l'inizio, talvolta particolarmente intenso, di un cammino continuo di Effusione dello Spirito.

Questo presuppone evidentemente fedeltà e perseveranza.

Lo Spirito ci viene donato per tutta la durata della nostra vita ma, pur rimanendo in noi, può apparire ridotto o indebolito per mancanza di fede da parte nostra. E' necessario che noi cooperiamo con Lui, che lo lasciamo agire.

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